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sono la ferita che hai sul palato che guarirebbe se solo smettessi di stuzzicarla con la lingua..ma non puoi *arkangelogiallorosso@hotmail.com*

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martedì, 07 marzo 2006

FALSO TRACCIATO (pushing tin)

Ieri ho rivisto questa pellicola e mi sono reso conto di quanto sia sottovalutata. Credo sia per via delle tette della Jolie..si..insomma se non ci fossero state probabilmente 'sto film sarebbe stato capito di più. Ad ogni modo ve lo consiglio caldamente. Non solo Cusack è in gran forma..ma Billy Bob Thornton è assolutamente perfetto. Amo questi due attori, non c'è niente da fare. La Blanchett è brava ma non stupisce. La Jolie è bbona assai ma sinceramente..mhmm..la sua interpretazione non è degna di nota. Sarà che subito dopo le riprese Angelina s'è sposata con Billy Bob e quindi magari durante le riprese era distratta da Cupido. Curiosità: i novelli sposi (il matrimonio è naufragato miseramente dopo 3 anni) andavano in giro con al collo una fialetta contenente il sangue dell'altro..che carini..

Titolo originale: Pushing Tin
Nazione: Usa
Anno: 1999
Genere: Commedia
Durata: 2h e 03'
Regia: Mike Newell
Sito ufficiale: www.foxmovies.com/pushingtin

Attori protagonisti: John Cusack, Billy Bob Thornton
Cast: Cate Blanchett, Angelina Jolie, Jake Weber, Vicki Lewis
Produzione:  
Distribuzione: Medusa

Se non fossero diventati infaustamente popolari in Italia a causa di una sequela di scioperi, dei controllori di volo si saprebbe poco o nulla. Nell'immaginazione di noi tutti lavorano appollaiati nelle torri di controllo, ma in realtà, nelle grandi strutture aeroportuali come quella di Long Island descritta in questo film, sono sepolti in una sorta di bunker dal quale gestiscono fino a settemila voli al giorno. Il loro lavoro è considerato tra i più stressanti del mondo. Hanno un margine di tolleranza di tre errori in due anni e mezzo e sono costantemente pressati dalla contraddittoria esigenza di garantire la sicurezza dei voli da un lato e dall'altro di rispettare orari e coincidenze, salvaguardando l'immagine e gli interessi delle compagnie. Cosa succederebbe se una competizione professionale esasperata o l'interferenza di vicende private entrassero in rotta di collisione con la capacità di giudizio e di concentrazione necessarie per svolgere un lavoro così delicato, dal quale dipende la vita di migliaia di persone? Questo è lo scenario che si ipotizza nel film, nato una volta tanto non da un libro ma da un articolo del "New York Times" dedicato al centro di controllo del traffico aereo di New York, il TRACON: decritto come una pentola a pressione nella quale dominano lo stress e l'ansia. "La pazzia insita in questo lavoro", ha detto il regista Mike Newell (quello di «Quattro matrimoni e un funerale») a proposito degli uomini-radar, "somiglia ad un virus, sempre più aggressivo. Comincia ad invadere ogni aspetto della loro vita, a minare la loro salute, i loro matrimoni e le loro teste. Quegli uomini sono al tempo stesso ossessionati e terrorizzati dal loro lavoro". Ma gli autori del film hanno fatto di più che mettere in scena questo mondo particolare, con la sua miscela di lavoro e di stress. La sfida fra i protagonisti è un duello psicologico che tocca in maniera profonda il tema universale dell'affermazione di sé. Il controllo del traffico aereo diventa una metafora dell'ansia di controllo, tanto diffusa nel nostro costume sociale. E la storia di Nick Falzone si trasforma in una catarsi morale che potrebbe riassumersi in una battuta dal sapore un po' Zen: "per avere il controllo devi perdere il controllo".

LA BATTUTA: Farli volare sicuri è secondo solo a farli arrivare puntuali.

postato da: iaele alle ore 10:14 | link | commenti (3)
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Commenti
#1    07 Marzo 2006 - 18:57
 
... Devo vederlo, ammiro la Blanchett... Ultimamente ho pochissimo tempo per il cinema... E per tutto il resto...
Ti è arrivata qualche mail?
Ho installato skipe, il tuo account?
Bacix
Miss

p.s.
vieni alla street parade antiproibizionista?
utente anonimo

#2    08 Marzo 2006 - 10:30
 
ciao Miss :)
non mi arrivano le tue email..controlla se l'indirizzo a cui le mandi è questo:

arkangelogiallorosso@hotmail.com

il mio account su skype è 'iaele' e sempre con quell'email lì ma ora a casa non ho internet e credo non l'avrò per una decina di giorni..qui a lavoro niente skype..calcola sto pc ha windows 95..mi trovi su MSN MESSENGER..addami usando sempre la mia email: arkangelogiallorosso@hotmail.com
non sapevo di una street parade antiproibizionista..ci vengo volentieri! dammi info :)
baci&abbracci
Ale
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#3    10 Marzo 2006 - 16:10
 


Più o meno ogni giorno, da mesi, gli esperti ci spiegano che ci si può
ammalare di aviaria solo attraverso il contatto diretto con un uccello
migratore ammalato. Sono stati individuati cinque modi principali per
contrarre il virus:

1. Leccare un cigno morto;
2. Andare appositamente in Asia e voltolarsi nudi nella cacca di pollo per
almeno un'ora;
3 Inghiottire al volo un tordo crudo;
4. Pulire con la lingua un cornicione imbrattato dai piccioni;
5. Limonare con un barbagianni.

In Asia il virus è endemico tra gli uccelli di ogni tipo da una diecina d'anni,
ma sono morte solo poche decine di persone,in condizioni igieniche pessime e
tutte a causa di uno dei comportamenti sopra descritti.

Statisticamente, è molto più facile morire per un incidente domestico che per
l'aviaria: ciononostante la gente crede che una casa senza crocchette di pollo e
con la canna fumaria intoppata sia un luogo protetto. E che tenere in giardino
due rottweiler neuropatici sia molto più sicuro che avere una gallina.

È in questo clima che in Italia dilaga la psicosi del pollo assassino.
Milioni di consumatori sono convinti che i petti di pollo, il brodo di cappone e
le uova sode uccidano all'istante non solo chi li mangia, ma anche chi li
nomina. Questa pollofobia non ha alcun interesse per i virologi, ma appassiona
gli studiosi di psicologia di massa.
La domanda che è alla base di questa disciplina venne formulata, alla fine
dell'Ottocento, dal medico tedesco Otto Trauber, nel suo famoso saggio 'Ma la
gente, è cretina?'. Trauber aveva studiato a lungo la credenza popolare secondo
la quale, se una donna con le mestruazioni tocca una pianta, la fa appassire.
Fece un esperimento: chiese a cento donne mestruate di toccare un mazzo di
fiori. Il mazzo, ovviamente, non appassì, ma la centesima donna, un'obesa di
Düsseldorf, inciampò avvicinandosi al vaso e schiacciò i fiori.
Al dottor Trauber apparve chiaro che l'esperimento aveva dimostrato
empiricamente ciò che anche la logica suggerisce: e cioè che non esiste
rapporto tra mestruazioni e stato di salute della flora. Ma le protagoniste
dell'esperimento non furono di questo parere: vedendo i fiori schiacciati, si
considerarono colpevoli collettivamente del triste epilogo, piansero a lungo e
picchiarono duramente il dottor Trauber perché le aveva indotte a rovinare dei
fiori così belli.

Trauber elaborò il suo postulato scientifico più celebre: 'La gente crede solo
a quello in cui vuole credere', che è il titolo del suo secondo saggio.
Il terzo, scritto poco prima di morire, era un malinconico testamento
scientifico: 'Questi qui non la capiscono neanche se gliela ficchi in testa a
martellate', accolto severamente dalla critica del tempo che giudicava l'opera
di Trauber antipopolare e contraria allo spirito positivista dell'epoca.

Al di là delle controverse teorie di Trauber, non c'è dubbio che diversi
accadimenti, dalla sua morte ai giorni nostri, avvalorano almeno una parte delle
sue conclusioni. Comportamenti e convinzioni privi di qualunque supporto
razionale (come la paura di contrarre l'aviaria mangiando pollo) hanno spesso
larghissima diffusione. Dall'idea che esista davvero l'impero sommerso di
Atlantide, con i tritoni, le sirene e tutto il resto, all'idea, ancora più
pazzesca, che esista la Padania. Dagli avvistamenti degli Ufo soprattutto sui
cieli che sovrastano le birrerie e i pub, al miracolo economico previsto dal
governo italiano. Dalla convinzione che le piramidi siano state erette dagli
alieni, a quella che la mafia riuscirà finalmente a costruire il ponte sullo
Stretto.

"La gente", scriveva Trauber nel suo diario, "crede nelle cose più assurde, e
lo scienziato vedrà sempre le sue confutazioni razionali infrangersi contro il
muro della credulità. Per questo lo scienziato è triste, e la gente è
contenta".

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